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Drinking at the movies. Un anno a New York

Julia Wertz

“-Sono stufa di dover sempre scusarmi per essere bianca e avere vent’anni.-

-Già. E poi sappiamo tutti che se tu potessi scegliere, saresti una vecchia eremita che vive sui monti e si fa il whisky da sola in cantina.- ”

In un graphic novel nella forma del memoir, la fumettista americana Julia Wertz racconta – con brutale onestà e pungente autoironia – difficoltà quotidiane, impicci, paure e sfighe madornali del suo trasferimento, da giovane ventenne, dall’amata e confortevole San Francisco alla incomprensibile e spaesante New York.
Sballottata da una (dispendiosissima) topaia all’altra, da un quartiere all’altro, da un lavoraccio all’altro Julia affronta – e spesso subisce, ma sempre con surreale sarcasmo – il brulicante mondo attorno a sé, l’incertezza e il turbamento che ne scaturiscono.
Tra abbuffate notturne, oggetti parlanti, un notevole abuso di whisky, trovate metaforiche e sarcastiche, il personaggio di Julia – “infimo esemplare di femmina” – non compie alcun glorioso viaggio di crescita personale, ma al contrario, si barcamena tra alti e bassi, in una storia universale di smarrimento, che Wertz, con un tratto grafico essenziale ma dettagliatamente vivido e inquadrature iconiche, illustra attraverso tavole evocative in cui il bianco e nero riverberano nei contrasti della vicenda.

Un libro per chi vuole perdersi nelle strade disagiate di New York insieme a un insolito e sboccato Virgilio, per chi ama la leggerezza nell’esplorare anche il più cupo dei sentimenti e il più pauroso salto nel buio, per chi ama l’autoironia come chiave di comprensione del mondo.